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Ogni anno il Comitato Leonardo, in collaborazione con l’ICE Agenzia, affida ai più prestigiosi Istituti e Centri di ricerca la realizzazione di uno studio sui temi dell’internazionalizzazione, i cui esiti vengono discussi nell’ambito del suo Forum Annuale.

Lo studio realizzato da KPMG Avisory per conto di Comitato Leonardo ha evidenziato che nell’ultimo biennio vi è stata una ripresa dei flussi di operazioni di M&A verso le imprese italiane grazie numerosi fattori, tra i quali il rafforzamento dei mercati finanziari, la disponibilità di capitali in alcune economie emergenti e il miglioramento del clima di fiducia verso il nostro Paese.

Si evidenzia una crescita delle operazioni di M&A Estero su Italia pari a +16,5% negli ultimi 5 anni, con un incremento dei controvalori dei deal nello stesso periodo pari a +15,5%, soprattutto nel settore middle market.

Nel 2015, la contribuzione delle operazioni di Merger and Acquisition Estero su Italia relativa al mercato italiano è stata pari, in valore, al 57% per complessivi 32,1 miliardi di euro con complessivi 56,4 miliardi in operazioni che hanno interessato il mercato italiano.

Dalla ricerca KPMG emerge che le operazioni di M&A hanno quasi sempre effetti positivi sulle imprese acquisite, sia sotto l’aspetto economico, sia su quello dimensionale, sia infine su quello della produttività.

Vengono attivati processi virtuosi che spesso trasformano "family business" in imprese globali, aumentandone la patrimonializzazione, la proiezione internazionale e la capacità operativa, senza perdere l'identità di marca (l'effetto “Made in Italy”).

Il cambiamento della figura dello stakeholder, con l'ingresso di nuovi investitori internazionali, apporta inoltre non solo nuovi capitali, ma anche nuove capacità manageriali e governance più efficaci nella gestione d'impresa.

 

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Ricerca Gdo e ecommerce kpmg

Grande Distribuzione ed e-commerce in Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna è il titolo della ricerca presentata in occasione del XIV Forum Annuale Comitato Leonardo che si è svolto il 23 luglio 2015 a Roma, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio.

“Made in Italy e grandi mercati: ritorno al futuro?” è questo il titolo dello studio realizzato per conto del Comitato Leonardo dall’Ufficio Pianificazione Strategica, Studi e Rete Estera dell’Agenzia ICE in collaborazione con Prometeia, i cui risultati sono stati presentati nel corso dei lavori del XIII Forum Annuale, martedì 8 luglio 2014.

Lo studio prende in esame i 12 colossi dell’export italiano. Non solo le grandi mete europee - Francia Germania, Gran Bretagna, Spagna e Svizzera – ma anche i lontani grandi mercati target di Giappone, Stati Uniti e Cina e i mercati dal potenziale ancora inespresso: Brasile, Turchia e Emirati Arabi Uniti. I 12 grandi nel loro complesso assorbono il 59% delle esportazioni italiane, pari a 210 miliardi di euro nel 2013. Il ruolo di primaria importanza dei 12 grandi mercati si è mantenuto costante nel tempo, tanto che nel 1970 assorbivano ben il 60% delle esportazioni complessive dell’Italia, solo un punto percentuale in più rispetto al 2013.

La ricerca intitolata “Oltre i BRICS, nuovi mercati per il made in Italy”, realizzata per conto del Comitato Leonardo dall’Ufficio Pianificazione Strategica, Studi e Rete Estera dell’ICE-Agenzia in collaborazione con Prometeia, è stata presentata il 4 luglio 2013 a Roma nell’ambito dei lavori del XII Forum Annuale. Lo studio individua i 25 mercati emergenti più promettenti per le imprese italiane del Made in Italy nei settori dei beni di consumo, dei beni di investimento e delle infrastrutture. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar si affermano quali Paesi maggiormente attrattivi per i beni di consumo Made in Italy. Si tratta di economie caratterizzate da uno sviluppo industriale ancora embrionale, che garantirà dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di prodotti di consumo, e da un reddito crescente che manterrà sostenuta la domanda di prodotti di alta gamma.

L'indagine “Nuovi mercati e Made in Italy: cosa pensano di noi?”, condotta da IPSOS per conto del Comitato Leonardo, ha coinvolto gli Opinion Leader di Russia, Brasile e Malesia, con l'obiettivo di analizzare la percezione dei fattori di debolezza e di potenziale miglioramento del Made in Italy sui mercati emergenti. 

Gli esiti della ricerca sono stati presentati nel corso dell' XI Forum Annuale del Comitato Leonardo, che si è tenuto a Roma in Campidoglio il 12 luglio 2012.

 

L'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione ha effettuato per conto del Comitato Leonardo un'ampia ricerca sugli atteggiamenti della popolazione Italiana nei confronti del Made in Italy. E' stato intervistato al riguardo un ampio campione, di più di 4.000 persone, estratto con criteri scientifici rigorosi, in modo da rappresentare l'intero universo degli italiani al di sopra dei 18 anni.

E' stato chiesto anzitutto di dare una definizione del "Made in Italy". La maggioranza relativa dei rispondenti ha risposto che si tratta di "un prodotto fabbricato esclusivamente in Italia. Ma una minoranze consistente è andata al di là di questa definizione, suggerendo che il Made in Italy è un modo di vivere" oppure "un'espressione del buon gusto italiano". Insomma, la grande maggioranza dei rispondenti ha una visione assai positiva del Made in Italy.

Perche? Quali sono gli elementi cne più lo caratterizzano? Dal punto di vista della popolazione il Made in Italy e connotato soprattutto per l'estetica, la bellezza. Cui si accompagna, pero, la qualità, la convenienza, affidabilità e, sia pure in misura minore la sicurezza. E' stata fatta una sorta di graduatoria di preferenza tra il Made in Italy e il Made in altre nazionl. Il Made in Italy è risultato primo per tutti gli aspetti, tranne quello dell'innovazione tecnologica, che ha visto la vittoria del Giappone.

Dall'Istituto Piepoli, commissionata da Comitato Leonardo e ICE, arriva la prima grande ricerca su "come ci vedono gli altri": una sorta di inventario dei beni italiani visti attraverso le esperienze e i desideri di russi, cinesi, statunitensi e svedesi. E l'Italian Dream si conferma all'insegna della tecnologia produttiva.

Il Comitato Leonardo- Italian Quality Committee ed ICE hanno commissionato a The Boston Consulting Group la ricerca "Lezioni per lo Sviluppo delle Imprese Italiane nel Mondo: Cina e Stati Uniti".

Un'analisi puntuale di due mercati prioritari, ma anche un vademecum per le imprese per orientarsi in un panorama economico mondiale inedito e per agevolare il processo di crescita e l'affermazione della "Qualità Italia" nel mondo. Come ha precisato il Presidente dell'ICE Prof. Beniamino Quintieri: "è importante comprendere che immettere sul mercato prodotti di qualità non è più (...) sufficiente: bisogna adottare nuove strategie per rendere i marchi più riconoscibili attraverso un forte rafforzamento del marketing".

Il Comitato Leonardo- Italian Quality Committee ha commissionato al Prof. Domenico De Masi - S3Studium la ricerca dal titolo "2010: Il volto dell'Italia. Come evolverá il valore intangibile del "Made in Italy" e della "Marca Italia". Un'analisi previsionale - realizzata attraverso il metodo di ricerca Delphi - sui punti di forza e di debolezza del Made in Italy, da cui emerge la necessitá di rilanciare i valori di creativitá e di innovazione, i legami con il nostro territorio e la creazione di un vero e proprio sistema paese.

Il Comitato Leonardo- Italian Quality Committee ha commissionato al Prof. Beniamino Quintieri - Fondazione Manlio Masi la ricerca dal titolo "La sfida della qualitá.Il futuro delle aziende italiane sui mercati internazionali".

Il rapporto analizza, trasversalmente a piú settori dell'economia italiana, l'elemento strategico della 'qualitá dei processi produttivi' quale coefficiente di valorizzazione economica e variabile di sviluppo nel processo di affermazione del Made in Italy a livello globale.